Per molti anni in Occidente la parola Reiki è stata tradotta in questo modo:

Rei: Energia Vitale Universale

Ki: Energia Personale

È un errore di traduzione dovuto probabilmente al fatto che, la signora Takata, pur essendo di origini giapponesi, non conosceva perfettamente la sua lingua madre.


L'ideogramma antico di Reiki, quello usato da Usui Sensei

L’ideogramma antico di Reiki, quello usato da Usui Sensei

Versione moderna dell'ideogramma di Reiki, più semplificato

Versione moderna dell’ideogramma di Reiki,  semplificato


La corretta traduzione di Reiki è:

Rei: Energia Primordiale

Ki: Energia Vitale Universale o Energia Personale (ambivalente)

Questa traduzione ci permette di comprendere in modo più profondo ciò che è Reiki, e ci porta a coglierne la natura di disciplina spirituale.

Parlando infatti di Rei come di Energia Primordiale, di quell’Energia esistente prima della creazione, parliamo quindi di Dio, di quel Motore immobile che trascende le proprie manifestazioni a tutti i livelli spirituali e materiali. Rei è l’Uno, il Tutto, l’immodificato e l’immodificabile Essere che semplicemente è.

Comprendiamo di conseguenza che Ki è la manifestazione dell’Uno nei regni dello spirito e della materia, è l’Energia Vitale Universale che permea di sè qualsiasi essere e qualsiasi cosa. È anche però l’energia propria di ciascuna manifestazione dell’Essere, cioè Energia Personale.

Reiki quindi già dalla sua traduzione ci racconta una storia, che è quella di ogni essere e di tutti noi, la storia del nostro destino come obiettivo esistenziale ultimo, il ritorno all’Uno, alla fonte del Tutto.

Possiamo quindi comprendere meglio come Reiki, nella sua concezione originale, è molto di più di una terapia energetica, è una Via per la Realizzazione Spirituale.