Reiki: l’Armonia dell’Essere

Federico ScottiApprofondimenti su ReikiLascia un commento

reiki armonia

Sommario

Questo articolo ha l’obiettivo di approfondire il concetto di Armonia connesso all’ Energia Reiki, partendo dall’idea di relazione che è secondo me una chiave molto efficace per interpretare sia la nostra Realtà nelle sue molteplici manifestazioni, sia il nostro percorso di crescita personale. 

Il concetto di Armonia

Il concetto di Armonia è spesso usato in ambito musicale per identificare lo sviluppo delle relazioni tra le note. In particolare Pitagora si rappresentava l’Armonia come una serie di rapporti matematici che nella sua cosmologia definivano il suono prodotto dall’Universo attraverso le relazioni dei suoni prodotti dai singoli pianeti.

La visione pitagorica dell’Universo, molto affascinante seppur superata dalla moderna cosmologia, ci rimanda però a un concetto importante: la relazione.
L’Armonia è il prodotto di una relazione. Nessuna armonia può emergere dalla singolarità. L’Armonia nasce quindi da un rapporto (relazione) tra almeno due elementi. 

Ti faccio un esempio:

Il numero 8, preso così da solo, non può definire un’armonia.
Se invece dovessi scrivere: 1,1,2,3,5,8,13 avrei definito una successione numerica in relazione armonica.
La sequenza numerica precedente quasi sicuramente la riconoscerai: è l’importante sequenza di Fibonacci che si riscontra spesso nei fenomeni naturali come ad esempio lo sviluppo delle foglie delle piante o la riproduzione dei conigli (è curioso che Fibonacci scoprì questa sequenza armonica proprio studiando un problema pratico legato alla riproduzione di conigli… n.d.r.)

È quindi più chiaro ora che, se andiamo a caccia dell’Armonia, dobbiamo osservare le relazioni e non le cose singole.
Un evento, un individuo, un animale, una pianta, un sasso, presi così come sono come entità a se stanti, non ci aiutano a scoprire l’Armonia.
Ma due persone che camminano mano nella mano su una spiaggia al tramonto o uno stormo di rondini che solcano il cielo veleggiando verso i paesi caldi dell’Africa invece ci permettono di osservare l’Armonia. 

Quindi per trovare l’Armonia devi guardare più al generale che al particolare, e una volta che hai spostato lo sguardo lì, le relazioni ti daranno l’idea dell’Armonia.

Spesso siamo così ripiegati su noi stessi che è molto difficile comprendere, osservare e (soprattutto) vivere l’Armonia. Se siamo ripiegati e chiusi in noi stessi vediamo il singolo evento, la singola persona, la singola cosa e perdiamo di vista il contesto.

Ecco: un buon modo per osservare l’Armonia è osservare il contesto. O meglio il contesto di relazioni.

Un contesto di relazioni può essere osservato sia da un punto di vista temporale, sia da un punto di vista fattuale.

Vediamo la differenza.

Il punto di vista temporale

Forse è il più semplice, proprio perché i nostri sensi percepiscono la realtà attraverso le forme della mente di spazio e tempo. Siamo immersi nella forma della mente spazio-tempo e molto difficilmente possiamo prescinderne. Un esempio di una relazione armonica da un punto di vista temporale è il susseguirsi delle stagioni, il ritmo sonno-veglia di un neonato, lo sviluppo di una cellula e così via. Il tempo scandisce le relazioni tra le parti e attraverso il tempo possiamo percepire l’Armonia.

Il punto di vista fattuale

Il punto di vista fattuale presuppone una prospettiva leggermente diversa, meno connessa alla forma temporale della mente e più immersa nella Presenza.

Osserva queste immagini:

girasole fibonacci armonia

galassia armonia

stormo armonia

Il girasole, la galassia e lo stormo di uccelli ci restituiscono Armonia se ci poniamo nella Presenza.
Cosa significa questo? essere in Presenza significa in primo luogo esserci, stare qui e ora (in maniera a-temporale) e starci in una prospettiva senza forma. Non appena entro nella forma l’Armonia comincia a perdersi.

Facciamo l’esempio del girasole. Torna ad osservarlo per un momento, prima però chiudi gli occhi e osserva semplicemente il tuo respiro. Osserva quindi il girasole cercando di stare senza forma ossia cerca di non nominarlo, di non nominarne il colore o altri aspetti. Semplicemente stai in sua presenza. Ecco: lì, proprio in quel luogo lì senza forma, l’Armonia emerge.
Se cominci invece a osservarne le singole parti e a nominarle (quanti petali gialli avrà questo girasole?) ti stai allontanando dall’Armonia.

Il gioco in realtà è molto semplice, più stai lì, in quel luogo privo di forme della mente, e più l’Armonia delle relazioni emerge.

Questa è l’Armonia da un punto di vista fattuale.

Perché osservare l’Armonia?

L’osservazione reiterata dell’Armonia può portaci un bonus: il bonus della consapevolezza. Consapevolezza è una parola chiave per me importante, per tutto ciò che fai.
Essere consapevole di qualcosa porta l’attenzione della Presenza a quel qualcosa. E la Presenza apre le porte alla Pace Interiore (ma approfondendo qui il concetto di Presenza andrei un po’ fuori tema per questo articolo…).
La consapevolezza che nasce dal saper osservare l’Armonia nelle relazioni ci porta a breve ad avere un’altra consapevolezza: in tutte (ma proprio tutte) le relazioni che osserviamo c’è un denominatore comune

Qual’è il denominatore comune in tutte le relazioni che osservi?

Il denominatore comune sei TU!
TU sei sempre presente in tutto ciò che osservi.
Questo fatto, a cui non portiamo mai (o quasi mai) la nostra consapevolezza, apre le porte a qualcosa secondo me di meraviglioso e affascinante. Abbiamo visto che non ci può essere Armonia senza relazioni.

Ora ti faccio questa domanda: pensi che le relazioni che osservi sarebbero lì lo stesso senza di te che le osservi? In maniera più semplice: pensi di essere solo uno spettatore quando osservi delle relazioni armoniche? Che cosa significa questo? Una cosa molto semplice ma fondamentale: senza di TE nessuna Armonia sarebbe possibile.
Ora magari starai pensando: beh ma la galassia è sempre lì fuori anche senza di me! Ne sei veramente certo? Che cosa te lo fa dire? Una foto presa con il telescopio scattata in automatico da un super computer? 

Dove voglio arrivare? 

L’Armonia nasce dalle relazioni, tu sei sempre presente in tutte le relazioni e quindi… tutte le volte che emerge l’Armonia TU sei quell’Armonia. Bello vero? A volte vale anche il contrario. Ossia per la dis-armonia. La disarmonia emerge quando nelle relazioni ce n’è qualcuna che va per conto suo, che non segue il flusso per così dire… 

Reiki e Armonia

In un altro articolo dove ho parlato di come funziona l’Energia Reiki ti descrivo Reiki come l’Energia dell’Universo (o della Realtà se preferisci ma è la stessa cosa) così come lo sperimenti in ogni istante ma anche come l’Energia di tutte le possibili manifestazioni della Realtà in ogni istante. È un concetto difficile da far nostro, proprio perché noi sperimentiamo in ogni istante proprio questa realtà e non un’altra.

Da qui la difficoltà di concepire la contemporaneità di tutte le possibilità che un istante di Realtà porta con sé. L’energia Reiki sei quindi anche tu e le tue relazioni con la Realtà (e quindi con te stesso…). 

Direbbero i Buddisti: Reiki è contemporaneamente l’Energia dell’Essere e dell’EsserCi.
E l’Armonia? L’Armonia la vedi (e la percepisci) stando nel flusso dell’Energia Reiki, ponendoti all’interno delle relazioni che Reiki instaura attimo dopo attimo. 

È importante per un praticante Reiki (ma non solo per un praticante) comprendere questo: non ci sei da una parte tu e dall’altra Reiki.
Non c’è un fuori e un dentro, un esterno e un interno, un sopra e un sotto.

TU sei Reiki e tu sei l’Armonia dell’Essere.

Porta la tua consapevolezza lì, all’Energia Reiki, nella Presenza piena e completa, senza forma, e sarai quell’Armonia.   

 

L'Autore

Federico Scotti

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Master Reiki Tradizionale Giapponese, laureato in Filosofia, specializzato nelle filosofie orientali, membro Komyo Reiki Do Italia, autore del libro "La Luce che cura".

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