Reiki e Sport

Federico ScottiApprofondimenti su ReikiLascia un commento

reiki e sport

La pratica sportiva, soprattutto se svolta a livello agonistico e professionale, porta spesso con sé numerose problematiche, sia di carattere fisico sia di tipo emotivo, che possono essere trattate efficacemente con la terapia Reiki. Obiettivo di questo articolo è di approfondire i benefici di Reiki per lo sport.

Lo sport fa bene alla salute?

La pratica costante di uno sport porta indubbiamente molti benefici alla persona, sia sul piano fisico sia su quello mentale. Ecco perché è particolarmente importante incentivare la pratica sportiva soprattutto nei bambini, stimolando in loro l’abitudine e il piacere dell’attività fisica. Lo sport praticato da bambini agevola l’apertura alle interazioni sociali, insegna il rispetto delle regole e contribuisce allo sviluppo e al mantenimento di un fisico in salute e armonico, prevenendo malattie e rafforzando il sistema immunitario.
Negli adulti l’attività sportiva dovrebbe essere svolta con una certa frequenza (almeno 3 volte alla settimana) per mantenere un tono muscolare adeguato (prevenendo così la sarcopenia senile, ossia la perdita di tono muscolare in età avanzata n.d.r.), agevolare un regime metabolico attivo e uno stato psico-fisico mediamente elevato.
Sono quindi innumerevoli i benefici dello sport, e quelli appena descritti sono solo pochi esempi dei vantaggi che questa pratica può portarci.

Tuttavia lo sport non sempre fa bene alla salute…Lo sport fa bene solo se praticato a livello amatoriale, mantenendo cioè ritmi e frequenze adeguati al nostro stile di vita, alla nostra struttura fisica, alla nostra dieta e alle nostre situazioni di vita.
Quando lo sport diventa agonistico (e professionistico) le cose cambiano. E di molto.

Se conosci uno sportivo professionista o che pratica una disciplina a livello agonistico, ti rendi conto subito di essere in presenza di una persona profondamente stressata e piena di acciacchi e dolori fisici!
Proprio il contrario dei benefici che lo sport dovrebbe portare…

Quando lo sport diventa un’attività professionale e volta a raggiungere determinati risultati come unico scopo (attività agonistica), diventa un’attività disarmonica.
In un altro articolo ho indagato il concetto di Armonia definendola come un rapporto di relazioni.
L’armonia nella pratica sportiva nasce dal rapporto di relazione tra noi e la pratica fisica e tra la pratica fisica e la nostra vita in generale. Quando la pratica fisica sportiva diventa predominante rispetto a tutte le altre attività si generano delle disarmonie.
È il caso dello sport a livello agonistico e professionale.

Lo sport, inteso in questa maniera, fa male alla salute e fa male al nostro stato psicologico ed emotivo. 

Le problematiche fisiche ed emotive

Da un punto di vista fisico lo sportivo professionista costringe il proprio corpo ad un reiterato e  costante logorio: i muscoli, le articolazioni e le ossa subiscono quotidianamente stress e sollecitazioni al di là di quanto mediamente potrebbero sopportare.
Gli allenamenti sono appuntamenti quotidiani a cui lo sportivo professionista non può sottrarsi per raggiungere una forma fisica idonea per l’appuntamento agonistico (la gara) dove si giocherà tutto o gran parte del lavoro svolto in precedenza.
Da qui nasce principalmente lo stress emotivo dovuto alle pressioni rispetto all’aspettativa di una performance adeguata e alle paure di non essere in grado di raggiungere determinati obiettivi.

La vita di uno sportivo professionista non è quindi facile! Il suo fisico è costantemente in bilico tra la miglior forma possibile e l’infortunio e la suo stato emotivo è in sempre in costante tensione.

“Se tiri troppo la corda di una chitarra la romperai, ma se la lasci troppo allentata non suonerà. Imparare è Cambiare. La strada dell’Illuminazione sta nella via di Mezzo. È la linea che sta tra tutti gli opposti estremi.”
Così diceva Buddha a proposito dell’Illuminazione, ma nello sport è uguale!

Reiki e Sport 

Qualche anno fa ho conosciuto una sportiva professionista che è venuta da me per un ciclo di trattamenti Reiki. Quando mi ha raccontato del suo stile di vita e dei suoi allenamenti quotidiani ho spalancato gli occhi e non volevo crederci!
Quando vieni in contatto con un professionista dello sport sembra di essere in presenza di un extra-terrestre!
Alla sola idea degli sforzi fisici e della frequenza con cui questi sforzi vengono reiterati negli allenamenti quotidiani ti viene la pelle d’oca.
Guardi poi alla tua attività fisica settimanale (per cui spesso ti devi forzare a farla…E CHE FATICA…) e comici a ridere…

A parte le risate, e naturalmente l’ammirazione per la grande costanza e determinazione di questa persona, quello che mi ha colpito era il suo fortissimo livello di stress e ansia.
Proprio l’opposto di ciò che avrei potuto aspettarmi in una campionessa osannata e stimata nel suo ambiente e dalla stampa sportiva. L’immagine che dava di sé nelle interviste televisive e sui giornali era l’esatto opposto di ciò che appariva di persona.
Stress, ansia, sindrome da prestazione, insicurezza rispetto al proprio aspetto fisico (cosa questa abbastanza incredibile, aveva un fisico statuario ma non ne aveva la percezione n.d.r.), sono solo alcuni dei disagi che manifestava, oltre a naturalmente ad un interminabile elenco di dolori muscolari e articolari che non so proprio come facesse a sopportare. 

Questa campionessa si era rivolta a me avendo conosciuto Reiki attraverso una compagna di squadra che le aveva raccontato di averne avuto dei benefici nel periodo di recupero dopo un importante infortunio. 

L’esperienza terapeutica fatta con questa campionessa mi ha permesso di osservare l’efficacia di Reiki contemporaneamente su più piani, cosa molto più rara in altre circostanze.
Tendenzialmente infatti le persone si avvicinano a Reiki o perché hanno problematiche di tipo fisico o perché hanno problematiche di tipo psicologico.
È abbastanza raro, dalla mia esperienza, il caso di persone che richiedono trattamenti Reiki contemporaneamente per più problematiche di tipo differente.
Si direbbe che l’approccio a Reiki è il più delle volte molto connotato dalla specifica esigenza (quella che viene percepita come più urgente in quel momento) e non da un più generico “vorrei stare meglio globalmente”.

Il caso di questa ragazza invece può rappresentare un bell’esempio di efficacia olistica di Reiki: abbiamo infatti lavorato contemporaneamente sia sul suo fisico, molto provato dalla fatica dell’attività sportiva, sia sulla sua mente, estremamente prostrata dall’ansia e dallo stress. 

Gli effetti della terapia Reiki non hanno tardato a mostrarsi, e nell’arco di poche sedute la ragazza ha manifestato una maggior capacità fisica di recupero tra un allenamento e l’altro e una maggior presenza a se stessa, sia come percezione del proprio corpo (e del dolore) sia come gestione dello stress.
In particolare, la maggior presenza rispetto alla percezione del dolore le ha dato maggior consapevolezza dei propri limiti.
Quella della percezione dei limiti è una problematica abbastanza diffusa negli sportivi, che è come se spegnessero i recettori del dolore per poter andare avanti ad oltranza con le loro attività.
Spegnendo il dolore si anestetizza il corpo e la percezione dello stesso e si comincia ad utilizzarlo come se fosse altro da sé.
Tutto questo a rischio di infortuni anche molto gravi che potrebbero compromettere un’intera carriera sportiva. 

La ritrovata presenza a se stessa ha permesso a questa campionessa di immergersi in un qui e ora anche al di là della specifica prestazione sportiva.

Cosa significa Presenza nello sport?

Il campione si differenzia dalla massa degli sportivi perché ha la capacità di immergersi completamente in ciò che fa durante il gesto atletico, tanto da apparire all’esterno come in grado di compiere gesti eccezionali con una naturalezza estrema.
Questo è il potere della Presenza.
Ma il problema è dopo. 
Il campione non è sempre in gara no?
Tra una gara e l’altra è come se perdesse quella Presenza che lo rende un campione e fa oscillare la sua mente e i suoi pensieri come un pendolo tra passato e futuro. Insomma il campione non è più qui (e cessa di essere un extra-terrestre…)
Si stressa, entra in ansia per l’avvicinarsi della prossima gara oppure si giudica e si strugge per gli errori fatti nella gara precedente.
Tutto ciò produce un risultato devastante da un punto di vista mentale, riducendo anche drasticamente le ore di sonno.
La campionessa in questione dormiva circa 3 ore a notte dopo una giornata intera di allenamenti!
La mancanza di sonno induce una maggior produzione di cortisolo (chiamato comunemente ormone dello stress n.d.r.), ormone particolarmente limitante nell’ambito sportivo (e non solo).

I trattamenti Reiki hanno permesso a questa ragazza di entrare in uno stato di maggior presenza nella sua quotidianità, di dormire meglio e di più, e di gestire in maniera più equilibrata le sue energie. La qualità complessiva della sua vita (di sportiva e non) è migliorata a tal punto da farle percepire anche il desiderio di introdurre nella sua vita (fino ad allora esclusivamente dedicata allo sport) anche altri interessi che fino a quel momento si era quasi sentita in obbligo di sacrificare sull’altare dello sport in quanto non ce la faceva proprio a gestire le sue energie! 

L’effetto riequilibrante, o meglio armonizzante di Reiki si è visto proprio in questo: in un equilibrio armonico ripristinato in TUTTE le situazioni di vita di questa campionessa che tutt’ora continua la sua strada di sportiva professionista battendo record e conquistando medaglie una dietro l’altra! E non solo nello sport.

L'Autore

Federico Scotti

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Master Reiki Tradizionale Giapponese, laureato in Filosofia, specializzato nelle filosofie orientali, membro Komyo Reiki Do Italia, autore del libro "La Luce che cura".

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