Noi non siamo la nostra mente: riprendere il controllo delle nostre emozioni

Federico ScottiStili di vitaLascia un commento

pensieri negativi

Il semplice esercizio di osservazione di noi stessi che ho descritto nel post precedente ci ha aiutato a prendere coscienza della distanza che si può mettere tra noi e le preoccupazioni. Osservando il sintomo (le emozioni negative e il nostro stato psico-fisico) siamo poi passati agli eventi scatenanti fino ad arrivare alla mente, la forza motrice  e l’innesco di quella bomba ad orologeria che sono le nostre preoccupazioni.

La mente produce i pensieri negativi causa delle preoccupazioni

pensieri negativiLa mente muovendosi nel futuro anticipa eventi e ragionamenti e dà consistenza di realtà a ciò che non è reale.

Se io mi preoccupo e mi angoscio ORA perchè temo che DOMANI il mio capo mi farà una lavata di testa relativamente al lavoro che ho svolto oggi anticipo un evento non reale ORA attraverso un pensiero.

L’esempio appena fatto è assolutamente banale e innocuo, ricordiamoci però che la mente ha una fantasia sconfinata! Una delle sue operazioni predilette è dare consistenza alle nostre paure più recondite, che affondano nel nostro passato (o nei nostri passati) più remoto e che non abbiamo il coraggio di affrontare.

La mente sembra specializzata a scovare nei meandri più profondi di noi stessi quelle paure che non sapevamo nemmeno esistessero e le rende reali attraverso i nostri pensieri negativi.

Il pensiero crea la nostra realtà

Ciò di cui spesso non ci rendiamo conto è l’incredibile potenza dei nostri pensieri. Da millenni tutti i Grandi Maestri insistono su questo aspetto del pensiero: il pensiero crea. Sembra però che noi tutti sappiamo usare il più delle volte solo in maniera negativa la capacità creativa del pensiero.

pesnieri creativiLa scienza stessa ci dice che bisogna avere pensieri positivi soprattutto quando siamo in stati di prostrazione fisica. È ormai comprovato che chi ha malattie molto gravi può migliorare la propria condizione fisica attraverso un atteggiamento positivo verso la malattia.

Ma cosa significa davvero che il pensiero crea? Il pensiero svolge lo stesso ruolo di parole e gesti. Pensiero, parole e gesti creano un’interazione con la realtà che ci circonda e la modificano.
È molto semplice capire che se cammino per strada e prendo a pugni il primo che capita molto probabilmente verrò arrestato. La mia realtà viene modificata dal gesto del prendere a pugni il primo che capita. Così anche se insulterò pesantemente il mio migliore amico, probabilmente non mi rivolgerà più la parola. Ad ogni azione corrisponde una reazione. È una relazione di causa ed effetto. Le filosofie orientali la chiamano Karma. Noi occidentali in modo pragmatico azione e reazione.

Ma per quanto riguarda il pensiero è più difficile comprenderne l’aspetto creativo. Il pensiero non si tocca e non si sente. Ma allora come modifica la nostra realtà? Il pensiero modifica i nostri atteggiamenti di fronte alla realtà e quindi modifica ciò che è intorno a noi.

Un esempio assolutamente stupido: ho la preoccupazione che mia moglie, questa preoccupazione è alimentata da costanti pensieri negativi sul tradimento e dalla mia rabbia nei confronti di mia moglie. Ogni volta che vedrò mia moglie il mio atteggiamento nei suoi confronti sarà pesantemente condizionato da questi pensieri negativi, e la mia relazione con lei subirà dei cambiamenti.

Quindi il pensiero genera mutamenti in noi stessi e nella realtà che ci circonda e i suoi effetti sono molto più forti e pervasivi delle parole e delle azioni.

Noi non siamo la nostra mente

osservazione menteAbbiamo potuto osservare le nostre emozioni e i nostri pensieri, questo significa che siamo in grado di osservare la nostra mente. Possiamo quindi mettere un grado di separazione fra noi e la causa delle nostre preoccupazioni ponendoci da osservatori esterni.

Se possiamo far questo e abbiamo visto che è molto semplice farlo nell’ esercizio precedente, possiamo capire che noi non siamo la nostra mente.

È la cattiva abitudine a identificare noi stessi con la nostra mente e i nostri pensieri che ci porta a lasciare alla mente libero sfogo di governare la nostra realtà attraverso i pensieri negativi. L’identificazione con la mente ci rende schiavi dei pensieri negativi.

Uso l’auto tutti i giorni per andare al lavoro. Non mi sognerei mai di credere che io sono la mia auto! E ancora, uso il telefonino per telefonare ma io non sono il mio telefonino!

La mente è solo uno strumento

La mente è solo uno strumento che abbiamo a disposizione per muoverci in questo mondo, lo strumento più sofisticato e più potente che sicuramente abbiamo a disposizione (e per questo potenzialmente pericoloso).

Dobbiamo prendere le distanze dalla mente e dai suoi pensieri per cominciare a capire che le preoccupazioni (e tutte le emozioni negative) sono prodotte dall’uso improprio della mente, o meglio, dal predominio della mente su di noi.

Con questo non sto dicendo che tutto ciò che produce la mente è male per noi (me ne guarderei bene dal dirlo!) ma sicuramente i pensieri di una mente che ha il predominio su di noi il più delle volte recano più danni che benefici.

Riprendendo l’esempio precedente è come se guidando l’auto lasciassimo il volante e permettessimo all’auto di andare nella direzione che vuole.

Se quindi la mente è uno strumento è importante conoscerne le potenzialità (positive e negative) ed esercitarsi a riprenderne il controllo.

Solo attraverso il controllo della mente potremo rimuovere o mitigare le nostre preoccupazioni ed emozioni negative guadagnando una migliore qualità della vita.

Saremo quindi in grado di utilizzare la mente al meglio per aiutarci a muoverci nel miglior modo possibile in questo mondo.

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L'Autore

Federico Scotti

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Master Reiki Tradizionale Giapponese, laureato in Filosofia, specializzato nelle filosofie orientali, membro Komyo Reiki Do Italia, autore del libro "La Luce che cura".

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